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Tex Willer e il suo doppio

[dropcap]D[/dropcap]al 30 settembre 1948 Tex Willer, il ranger creato da Gianluigi Bonelli e da Aurelio Galleppini (in arte Galep), cavalca nelle verdi praterie del West, inseguendo senza sosta fuorilegge di ogni specie lungo piste polverose, disseminate d’insidie. In questi sessantasei anni, migliaia di lettori, sia italiani sia stranieri, si sono imbattuti almeno una volta in una sua avventura. Ma se il protagonista del fumetto western più longevo del nostro Paese non ha bisogno di presentazioni, la sua dimensione di personaggio letterario è sconosciuta ai più e merita un approfondimento.

01Goldena[dropcap]N[/dropcap]el 1956, le Edizioni Audace, proprietà della famiglia Bonelli, pubblicano un volume di ottanta pagine in formato tascabile destinato al circuito delle edicole. Il massacro di Goldena, questo il suo titolo, è un romanzo: il quarto e ultimo scritto da Gianluigi Bonelli, l’unico con protagonista Tex Willer.

[dropcap]G[/dropcap]ià dall’incipit Il massacro di Goldena si dimostra per quello che è: un feuilleton scritto con uno stile vigoroso e composito.

“Perdio, Fraser. Ti ho preso con le mani nel sacco!”. Il tono della voce e il significato della frase sembrarono congelare il brusio di voci intorno a uno dei tavoli da giuoco del Red Ace Saloon, e molte paia di occhi si fissarono su due dei cinque giocatori, uno dei quali, occhi luccicanti nel volto rosso di collera, stava fissando l’uomo che gli stava di fronte. Questi, un uomo tarchiato dai lineamenti duri sormontati da una selva di capelli rossastri, finì di disporre le carte davanti a sé, poi levò lentamente lo sguardo verso il giocatore.

[dropcap]I[/dropcap] lunghi periodi che compongono lo stile narrativo di Bonelli, mai troppo prosaici o retorici, conducono il lettore direttamente al cuore degli eventi, aggiungendo al fascino dei luoghi una descrizione epica.

02GoldenaII massacro di Goldena, arricchito da illustrazioni e da tavole fuori testo di Galleppini (in parte ricavate da episodi a fumetti già pubblicati), è una sorta di “testamento letterario” di Bonelli. Non sembra casuale, infatti, la scelta di usare quale protagonista proprio il suo personaggio più riuscito e alle cui avventure a fumetti si dedicherà completamente per i successivi quarant’anni.

[dropcap]P[/dropcap]er quanto riguarda il romanzo, invece, dopo una fulminea scomparsa dalle edicole, ventun anni dopo, nel febbraio 1977, l’A.N.A.F. (Associazione Nazionale Amici del Fumetto, oggi A.N.A.F.I.) ne pubblica una ristampa anastatica destinata al mercato amatoriale. A questa segue, nel settembre 2008, una nuova edizione, rinnovata graficamente e arricchita da numerose illustrazioni a colori di Aldo Di Gennaro. Pubblicata da Sergio Bonelli Editore, è stata allegata al numero 575 di Tex per festeggiare i sessant’anni del personaggio e il primo centenario della nascita del suo creatore letterario.

[dropcap]S[/dropcap]e la prima edizione de Il massacro di Goldena si avviò ben presto lungo la via dell’oblio, nel 1969 Bonelli ne riprese la trama per dare forma a un episodio della saga a fumetti di Tex Willer. Intitolata Inferno a Robber city e disegnata da Giovanni Ticci, la storia apparve nei numeri 108 e 109 di Tex Gigante, testata tuttora in edicola.

[dropcap]Q[/dropcap]uesto è quanto attiene alla versione romanzesca di Tex. Il nostro articolo, quindi, potrebbe finire qui se non fosse che, sconosciuto ai più, il ranger di Bonelli ha un “fratello letterario”, il quasi omonimo Red Killer.

04_AVVENTURE[dropcap]L[/dropcap]’effimera vita editoriale di questo “doppio” si compie su alcune testate pubblicate dall’editore genovese Giovanni De Leo proprio mentre Tex incominciava la sua lunga vita editoriale. Infatti, quando Tea Bertasi Bonelli, direttrice delle edizioni Audace, chiese all’ex marito Gianluigi un nuovo personaggio, questi le propose la versione a fumetti del pistolero assetato di giustizia Red Killer. La signora Tea (così la chiamavano i collaboratori), interessata al personaggio ma poco convinta di quel nome troppo crudo e violento, propose di modificarlo in un più tranquillizzante Tex Willer. Gianluigi Bonelli accettò la proposta, ma non dimenticò il suo personaggio letterario e così, prima di far arruolare Tex nei Texas Ranger, non si premurò di dargli un ruolo definito, attribuendogli solo una straordinaria capacità nell’uso delle pistole. Nella sequenza iniziale de “La mano rossa”, sua prima avventura, nonostante sia inseguito da un gruppo di uomini armati, guidati da uno sceriffo, Tex mostra comunque di avere una propria etica, che gli fa dire:

Uccido solo chi merita di essere ucciso!

[dropcap]C[/dropcap]hi è allora Tex Willer? Un pistolero? Un uomo di Legge? Forse entrambe le cose e nessuna delle due. In breve, però, Bonelli mette a fuoco il personaggio, togliendolo da quel cono d’ombra e lo fa diventare un ranger. Ma questa è un’altra storia. Anzi, è il fulcro delle storie successive, che lo hanno reso uno degli eroi più amati del fumetto nostrano.

[dropcap]T[/dropcap]ra la fine degli anni Quaranta e i primi Cinquanta, Tex Willer e Red Killer vivono vite parallele ma distanti. Il primo in fumetti su ridotti albi a striscia illustrati da Galleppini. Il secondo in romanzi illustrati a puntate, su agili fascicoli di ampio formato, che Bonelli firma, tra gli altri, con gli pseudonimi anglofoni di Big John e J. B. O’Nelly.

03red_killerLa prima avventura di Red Killer compare su Avventure, un mensile dedicato a racconti western edito tra il 30 ottobre 1948 e il maggio 1950. Questa testata, però, nonostante la qualità delle storie e le copertine di Alvaro Mairani, cessa le pubblicazioni dopo soli quattordici numeri.

[dropcap]I[/dropcap]l personaggio di Bonelli ricompare sette mesi dopo su un nuovo periodico nel quale è promosso a titolare di testata: Red Killer, il re dei cow boys. In questo caso è d’uopo segnalare il curioso esperimento d’intercalare all’interno del racconto alcune vignette a fumetti che corrono parallele al testo, creando un doppio percorso di lettura. Anche qui, però, il successo tarda ad arrivare, e con il numero 4 del 23 dicembre 1950 la testata termina bruscamente la propria vita editoriale. Editore e autore decidono di dedicarsi ad altri progetti. Giovanni De Leo proseguirà la sua attività editoriale che si sarebbe conclusa a metà dagli anni Sessanta. Gianluigi Bonelli si dedicherà anima e corpo a Tex. Nessuno dei due, però, si dimenticherà di Red Killer. Tanto che nel 1963, in appendice ai diciotto numeri degli Albi Tascabili Arcobaleno, è pubblicata una sua avventura. Si tratta del “canto del cigno” per lo sfortunato cowboy letterario Red Killer, schiacciato dalla fama di un “fratello minore” cresciuto in fretta e diventato non solo più grande di lui, ma tra i più popolari personaggi western della letteratura scritta e disegnata.

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